
Poco meno di 4000 abitanti, situato in territorio collinare del nord Sardegna, Usini è a pochi chilometri dal capoluogo di Provincia e da
località costiere come Alghero, raggiungibile in 15 minuti d’auto, P. Torres e Stintino.
Le peculiarità proprie del territorio, del clima e della composizione del terreno prevalentemente argilloso e calcareo, hanno favorito da
tempo immemorabile le colture ortofrutticole ed ottimizzato in particolar modo le produzioni di vino ed olio di oliva.
Il primo nucleo abitativo del villaggio "Usune", si fa risalire al 1150 e si fa coincidere con la costruzione della chiesa di "Santa
Maria de S’Ena Frisca" (Fresca Sorgente), oggi Santa Croce, ad opera dei monaci Cistercensi dell’Abbazia di Paulis, come luogo di sosta
nelle loro trasferte a Sassari. Secondo quanto riportato nel Condaghe di S.Pietro in Silki, (raccolta di documenti patrimoniali redatto
in sardo antico dalle monache cistercensi dello stesso monastero, intorno ai sec. XII° e XIII°) l’area e la stessa chiesa appartenevano
allo stesso ordine religioso.
Controversa è a tutt’oggi l’etimologia del nome; alcuni storici ritengono sia di origine sardiana o nuragica e, anche se non si conosce
il significato, trova riscontro in altri toponimi Usana, Ussana ecc. Ma, per quanto dubbia l’etimologia, agli Usinesi piace farla derivare
dal termine latino
euxinus o dal greco
euxénos che in entrambi i casi ha il medesimo significato: luogo ospitale.
In età feudale Usini, unitamente a Tissi costituiva la Contea di S.Giorgio e prese parte ai moti popolari del 1793/94 contro il dispotico
feudatario Don Antonio Manca Amat, Duca dell’Asinara, Marchese di Mores, barone di Ossi e Ardara e Conte di S.Giorgio. Fu, inoltre parte attiva
nei moti antifeudali capeggiati da Giovanni Maria Angioy.
Usini offre un apprezzabile patrimonio culturale legato alle architetture ecclesiastiche , ma soprattutto alla presenza di numerosi siti archeologici.